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Illustrazione per copertina articolo creata da Elia Beduschi su libera ispirazione del celebre film di Wes Anderson Moonlight Kingdom.

Graphic designers a confronto

Una questione spinosa, per chi come me svolge l’attività di grafico freelance, è sicuramente il confronto con l’operato di altri professionisti del settore, soprattutto in fase di acquisizione clienti.
In un mercato ormai staturo, difficilmente andremo ad interfacciarci con qualcuno che non abbia mai avuto collaborazioni con un grafico o un’agenzia di comunicazione; inevitabile quindi, soprattutto durante il briefing, il dover analizzare ed esprimere pareri sull’operato del/dei nostri predecessori.
In questa fase particolare, dobbiamo cercare di essere il più obbiettivi possibile, evitando giudizi personali dettati dal proprio gusto soggettivo su soluzioni comunicative di chi ci ha preceduto che a noi possono risultare sgradevoli ma possono essere ottimali per un buon posizionamento nel mercato del nostro cliente.
I recenti scandali causati dalla mascotte expo 2015 “Foodie” e dal logo dell’assessorato “Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia” (per fortuna già ritirati e finiti nel dimenticatoio dopo una dura protesta in rete) hanno provocato una forte indignazione nei confronti dei grafici artefici di quei disastri visivi senza però tener conto di alcuni parametri necessari per una corretta valutazione di un lavoro di comunicazione visiva (al di là del risultato).  Oliviero Toscani a riguardo ha dato una chiara linea di pensiero che condivido pienamente in una breve intervista sul sito vita.it dove chiaramente non viene data la colpa all’esecutore ma piuttosto all’ente preparato/pagato e designato per decidere cosa comunicativamente è funzionale oppure no.

 

I parametri che utilizzo per avere una chiara valutazione di un lavoro di comunicazione visiva sono:

1 – SCELTA DEL PROFESSIONISTA

E’ stato scelto il professionista giusto per il lavoro giusto?
Anche se l’essere multitasking va di moda, c’è da dire che ci vuole il professionista giusto per il lavoro giusto. E’ indispensabile saper vedere e considerare le particolari abilità del nostro fornitore in modo da poter capire se il lavoro che vogliamo commissionare sia adatto a lui. Non possiamo ad esempio commissionare un progetto 3D ad un esperto di animazione 2D, dobbiamo piuttosto chiarire bene la nostra aspettativa e valutare se il fornitore è all’altezza di rispettarla.

 

2 – BUDGET

A quanto ammontava il budget stanziato per questo lavoro?
L’assegnazione del budget a disposizione per un progetto, corrisponde all’importanza che stabiliamo per lo stesso.
In questo periodo storico di profonda deflazione economica, abbiamo potuto osservare una flessione a ribasso dei costi di progettazione rispetto agli anni precedenti, dove i fondi messi a disposizione da aziende e professionisti per comunicare la propria attività erano molto più generosi.
Non a caso, nel settore del graphic design ma soprattutto nell’ambito del web design, abbiamo assistito a un sempre maggiore proliferare di servizi quasi a costo 0, spesso con la possibilità da parte dell’utente di gestire in autonomia gli aspetti grafici delle varie interfacce; tuttavia, questa tipologia di servizi e automazioni risulta sovente incompleta e sommaria, dando un’output discutibile, sia sul lato tecnico che estetico, che necessita comunque dell’intervento di un professionista, andando a vanificare il “risparmio” economico e il tempo speso da parte dell’utente (spesso incompetente in materia).
Quindi, ad esempio, se siamo disposti a stanziare una cifra di 200 euro, dobbiamo essere consapevoli che il tempo a disposizione a chi commissioniamo il lavoro sarà di circa 4-6 ore, una tempistica indubbiamente troppo ristretta per pianificare e realizzare una comunicazione aziendale mirata.
Stabilire il giusto budget e le tempistiche (che andremo a trattare nel prossimo punto) è fondamentale in funzione del risultato che vogliamo ottenere; l’errore che spesso si commette è considerare il budget per la comunicazione una spesa e non come un’investimento che ci darà un ritorno economico direttamente proporzionale alla qualità del risultato finale ottenuto.

 

3 – TEMPO

Quanto tempo è stato dato a disposizione per eseguire il lavoro?
Il tempo è la variabile che spesso si scontra con il budget. Stabilire i corretti tempi di produzione in base al budget destinato aiuta molto a non incorrere in lavori sbrigativi che spesso perdono la loro efficacia. Le urgenze vengono normalmente affrontate da tutti ma quello che conta è non farci l’abitudine perché a volte il diavolo è nei dettagli che per mancanza di tempo possono venir meno.

 

4 – COMPROMESSI IN FASE DI APPROVAZIONE BOZZE

Di chi è stata l’idea? Il professionista non ha detto nulla a riguardo?
Questo punto lo metto per ultimo non perché poco importante ma perché dipende dai punti precedenti. La differenza tra artista e designer è appunto il “compromesso” e quindi è normale il confronto e lo scambio di idee tra il committente e l’esecutore. In certi casi viene a mancare un rapporto costruttivo e quindi alcune idee tecnicamente non valide vengono eseguite comunque giusto per far felice il cliente ma non il suo obbiettivo strategico. Questo lascia passare può derivare dalla mancanza dei tre punti precedenti, professionalità, budget e tempo a disposizione. Il confronto è importante e bisogna sempre ricordarsi e ricordare la finalità del progetto al di là di ogni gusto personale.

 

In mancanza di queste informazioni è meglio non perdere tempo in giudizi inutili, quello che conta a questo punto è solamente la costruzione di un nuovo e sereno rapporto di lavoro al fine di raggiungere un ottimo risultato.

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